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lunedì 31 gennaio 2011

C'è una strana sensazione...



...di ritorno da Angouléme.
Cosa dire, ci sono mille cose da dire e ovviamente per quanto uno possa scrivere, non passerà mai tutto. Comincerò dalla fine, per permettere a chi non ha voglia di leggere troppo di sapere tutti i dettagli importanti. Innanzi tutto comincerò dai risultati dal punto di vista lavorativo: quello che reputo il migliore riguarda un giovane sceneggiatore francese, già edito in forma web e cartacea, ed apparentemente innamorato del mio stile ha una storia poliziesca umoristica da propormi, nell'ottica di preparare un progetto da proporre ai suoi contatti. E questo è un buon progetto, conto di farlo indipendentemente dal livello.


Alla fine dei due giorni persi a correr di qua e di là fra gli editor (il terzo giorno è stato di relax per godermi un po' la fiera) direi che il bilancio è positivo, incoraggiante soprattutto. Non ho ricevuto forti critiche e quelle che ho ricevuto in cuor mio già le conoscevo, così pure come gli utili consigli, specie sulla presentazione. Anche gli omini di china hanno avuto i loro apprezzamenti e consigli utili. Ho fatto incetta di cataloghi, grazie Pagliaman per il consiglio, e di sicuro ora ho una più chiara idea di cosa si pubblica, chi pubblica cosa, il livello qualitativo ecc.

L'Inedit, giornale francese che pubblica esordienti e distribuisce in maniera virale alle case editrici e alle fiere, è interessata alle mie illustrazioni. A pubblicazione avvenuta, possiamo avere quante copie vogliamo della rivista, è la loro stategia di market.
Andando oltre, Paquet e Tunué si sono dimostrati interessati al mio lavoro, non abbastanza da mettermi al sicuro, ma da chiedermi delle mail per spiegare meglio il progetto Confidential. In realtà sono già proiettato in avanti, ma chissà? Anche una piccola casa belga mi ha detto che vorrebbe aprire un filone di quel tipo, e se Confidential fosse tutto pronto valuterebbe la cosa... for not much money, si è premurata di puntualizzare.


Comunque i successi sono nella mentalità, la mia ne è uscita positiva e ricevo segnali che tutti i partecipanti sono tornati spronati e con quell' impeto in più. Contraddiciamo Pagliaro, non sempre si torna piangendo da Angouléme.

Ora, per chi di voi voglia addentrarsi un po' di più, vi dico un po' di questa Angouléme.


Noi stavamo in un ex convento adibito ad ostello (grazie delle foto a Giulia Battaglini) che abbiamo raggiunto dopo una notte di 17 ore di viaggio estenuante in ridicoli sedili strettissimi, al bilancio finale avrò dormito tre ore a notte, sigh. Comunque eravamo immersi nella campagna a 40 minuti dal paesino, bellissimo, l'Amsterdam dei fumettisti qualcuno ha detto :)

La Francia ha un volto diverso in un piccolo paesino pronto ad accogliere una massa di turisti interessati al fumetto, ed è bellissimo dal punto di vista visivo. Immaginate poi di trovarlo invaso della cosa che amate di più, e dover passare la maggior parte del tempo a correre di qua e di là a far vedere disegni, sentire critiche e fare file immense.
Questo il primo giorno (terzo del viaggio): lunghe attese, colloqui vissuti sempre positivamente e soprattutto la sensazione di non essermi goduto troppo la fiera. Un altro editor (Paquet) mi dice che è interessato a leggere la storia completa in un riassunto per valutarne la pubblicazione, e in quello stand mi succede un' altra cosa bellissima. Grazia LaPadula, autrice pubblicata da quella casa, era dietro allo stand per fare dediche e ci mettiamo a parlare. Quando le mostro il progetto, mi dice di averlo già visto su internet tramite l'amicizia in comune di Francesca Santi. Una cosa assurda, piacevole.

Insomma la prima giornata bene, durante la seconda meno appuntamenti e più agguati, rido pensando a quanti li ho bloccati mentre addentavano i panini. Mi scusi, posso...? ;)
Le case editrici minori mi hanno spulciato gli omini di china dandomi utili consigli sull'autoproduzione e la presentazione, credo che presto vedrete qualcosa.
Ho sfoderato tutto il mio inglese e anche un bel po' di francese arrangiato, mai usato la traduttrice. Con gli editor d'altronde, sempre in inglese, per sicurezza.
Durante questo secondo giorno ho atteso anche un'ora e mezza per sentirmi dire -questo non è il genere che pubblichiamo- al che mi sono reso conto che probabilmente avevo chiesto a troppi.
Quel giorno ho anche incontrato Frezzato, chiacchiere piacevoli ed un disegno autografato. Lui consiglia l'autoproduzione,
certo che lui se la può permettere-


Il terzo giorno ho avuto la compassione per prendermi la giornata per me, e i regali di quella sera sono davvero piacevoli.

La fiera come avete letto prima è andata bene, ed è andato bene anche tutto ciò che ci era attorno, perché, diciamocelo, alla fine era una gita. Con la sola differenza che siamo tutti maggiorenni e vaccinati. Dopo aver scoperto che Angouléme si trova nella regione del Bordeaux, Rolla, Matteo, Saverio (Saviano) e nonno SaNce hanno organizzato le seratine della stanza n.9, tutti invitati.


Le conversazioni di quelle sere sono state importanti anche per legare e conoscere meglio persone che ho sempre frequentato ma mai conosciuto. Insomma, bilanci positivi a destra e a manca. Nessuna invidia, nessun rimpianto, la sensazione di aver speso il tempo nel migliore dei modi e la borsa carica di regali per dimostrarmelo.
Poi ho visto tanti eroi... c'era Moebius che disegnava svogliato, Cassegrain stanco dopo una festa (come me!), Arthur de Pins, ispiratore del mio stile bamboccioso,
al quale ho lasciato una copia del progetto Confidential in vista di una sua mail con suggerimenti o cos'altro. In realtà mi aspetto una lettera dai suoi avvocati.

Ho avuto modo di comprare artbook e stampe, che mi sproneranno a migliorare, e tonnellate di cataloghi che mi mostreranno quale strada intraprendere. Si è capito che sono spronato?
Eheh va bene. Ora vi lascio che è il caso di incanalare questa spinta. Alla fine, la sensazione che mi rimane dopo Angouléme è questa
Un ultimo appunto va ai partecipanti, che è stato un piacere scoprire e riscoprire e devo dire che vi adoro tutti perché siete tutti in qualche modo strani e affascinanti. Come ha detto Matteo Faggioli, "tra i disegnatori non ce n'è uno rifinito". Quindi grazie a tutti.

Ora vi saluto che i miei coinquilini mi prendono in giro perché sembro una 15enne che scrive sul diario. E un po' lo sono. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere, e grazie mille a Lorenzo Menini detto il Menga per le stupende foto che avete visto.

A presto con i frutti di questo viaggio.
LS







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